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Nel 400° anniversario del Carisma vincenziano suor Teresa Tambelli Figlia della Carità è proposta dalla Chiesa che è in Cagliari come fulgido esempio di vita cristiana eroicamente vissuta nella costante pratica del Comandamento dell’Amore. Il 6 novembre 2016 nella Cattedrale di Cagliari, l’Arcivescovo Mons. Arrigo Miglio, presidente del Tribunale diocesano per la Causa di canonizzazione, durante una solenne cerimonia ha dato avvio all’iter volto ad appurare la veridicità della vita, la virtù e la sua fama di santità.

La sua vicenda umana sta lì a ricordare a tutti noi che santi non si nasce ma si diventa; il lavoro sul suo carattere è rintracciabile nella lotta eroica contro il suo “io” e nella infaticabile Carità verso tutti. Suor Teresa, al secolo Maria Olga, nasce a Revere, provincia di Mantova, il 17 gennaio 1884 da Rosa Laina e da Giulio Tambelli. Rimane orfana di entrambi i genitori a 13 anni, compie i suoi studi a Parma e consegue il diploma magistrale con una media di quasi 9/10. A 18 anni entra tra le Figlie della Carità di Torino e qui le viene dato il nome nuovo di suor Teresa. Nel 1907, a 22 anni, arriva a Cagliari, all’Asilo della Marina. S’inserisce molto bene e attivamente nella nuova realtà comunitaria e, dopo la scuola, spazia tra le famiglie povere della Marina e del vicino Quartiere di Stampace. Nel 1914 incontra per la prima volta suor Nicoli, nominata Superiora della Casa, tra loro c’è molta affinità spirituale: donne di profonda vita interiore, in esse non c’è separazione tra amore di Dio e amore del prossimo. Alle giovani che manifestano il desiderio di entrare in Comunità, suor Nicoli risponde così: Sarei contenta che si facesse suora, ma una buona suora… come suor Teresa, per esempio. Nei dieci anni trascorsi insieme suor Tambelli può ammirare la santità di vita della sua superiora e immediatamente dopo la morte ne raccoglie gli scritti; subentrata come superiora della Casa, ne venera la memoria, ne propaga la devozione, prosegue e amplia le opere da lei avviate. Adegua le scuole alle nuove norme, mantiene vivo e dinamico l’Asilo e i laboratori.

La vita di suor Tambelli non è facile e tuttavia mai arretra dinanzi alle pretese arbitrarie del presidente dell’Amministrazione, lo stesso che aveva angariato Suor Nicoli. Tutto ciò le costa l’allontanamento forzato da Cagliari per nove mesi tra Olbia, Torino e Milano. Il 27 settembre del 1933, festa di san Vincenzo, come per miracolo le è permesso di far rientro a Cagliari. Nel 1941 spinta dalla richiesta delle famiglie apre la Scuola Media e l’Istituto Magistrale. Tra il 1940-1943 Cagliari è bombardata, suor Tambelli spalanca le porte dell’Asilo agli sfollati e quando anche le Suore sono costrette a sfollare ad Uras, nell’entroterra Oristanese, allestisce nel paesino una cucina popolare per i poveri, avvia la Scuola Media e le scuole elementari. Una delle sue più belle specialità è il pranzo dei poveri che ogni Natale raggiunge più di 1500 coperti e per questo è criticata (come attesta lei stessa) da alcune persone, che pure esercitavano quotidianamente la Carità perché dicevano “in quel pranzo si spende molto”. È vero, fu la sua risposta, in questo pranzo si spende molto ma finché vivrò, lo farò, ad ogni costo, qualunque cosa capiti. L’avarizia, il risparmio a danno della carità non è il forte di suor Teresa, crede profondamente nella Provvidenza. Di lei è stato detto che nessuno saprà mai in quale maniera riuscisse ad aiutare tutti. Muore il 23 febbraio 1964 subito dopo la Santa Messa. La sua preghiera: Gesù, Giuseppe, Maria che l’ultimo mio cibo sia la santa Eucarestia è stata esaudita. Suor Tambelli è una perla autentica della Carità di Cristo vivente nella Sua Chiesa.